RECENSIONI INOCULATED SNAKE CONTROLLER


http://www.eutk.net/
Grandissima sorpresa il progetto Iberna, band che in realtà vede come suo principale mentore Mauro Spadoni, affiancato dal bassista Giacomo Chiaretti.
Il sound proposto è un metal estremo a fortissime tinte industriali, nel quale sfuriate grind di fredda drum machine vengono infettate dai germi di un coacervo digitale di musica industriale e claustrofobica, tinteggiata di algide melodie aliene, le stesse di un disco come “Fetish Parade” dei Glacial Fear, e da vocals involute e maligne. Il mood del disco è apocalittico nel vero senso della parola, e fa venire in mente parole come disperazione e alienazione. Il concept lirico poi di pezzi come “Cyber Critical Limit”, “Chronium Skin” e “Ingrained In Black” è basato sulle derive scientifiche moderne, fatte di mutazioni genetiche, clonazioni, e altre tematiche affini.
L’esecuzione è meccanica, fredda, razionale, e riporta alla mente anche un certo mood di pezzi come “New Millennium Cyanide Christ” dei Meshuggah, di quel magnifico disco che è “Chaosphere”.
Questo “Inoculated Snake Controller” è un disco ricco di fascino, di feeling oscuro, nel quale è evidente che la band ci sa fare alla grande. È la colonna sonora di un mondo in lento ma costante disfacimento, tra piogge color ruggine e fabbriche in disuso, un mondo nel quale si muovono amorfe creature frutto degli esperimenti umani, respirando aria color catrame, tra un pic-nic a Chernobyl e uno a Bhopal. Assolutamente geniali!

Voto: 8,5/10 Autore:Luigi 'Gino' Schettino


http://www.metallized.it

Parlare degli Iberna e' come tuffarsi in una vasca di amianto fuso,
satura di alienazione, genetica incontrollata, clonazione e ibernazione mentale. Un'ermetica vasca in grado di abbracciare anche le perdute anime degli ultimi Anaal Nathrakh, Aborym, Axis of Perdition e figli. Si, perche' il combo gestito dal polivalente Mauro Spadoni e dal bassista Giacomo Chiaretti, come descritto nella bio, cercano la propria fede nella meccanica fredda e sporca,incentrando le loro idee su tematiche scientifiche quali la mutazione e la cibernetica.
Primi Fear Factory ( “Soul Of A New Machine”) che incontrano i Meshuggah dei due capolavori “Destroy Erase Improbe” e “Chaosphere”, in un crescendo meccanico che ha come cellula primaria la gelida e sistetica sintesi dei gruppi qui sopra citati.
Le menti del metal più asmatico e irrespirabile vengono prelevate per questo progetto Iberna, che analizza, assapora, esalta tematiche (con astuta programmazione) di irrazionale e razionale. La pressione esercitata dagli Iberna sviluppa il proprio ego su linee di un grind sempre più freddo, e si materializza su lavorazioni sature d'amianto.
Con “Cyber Critical Limit” si staccano i primi pezzi di roccia.
Anaal Nathrakh di Domine non es dignus, jammano con i Meshuggah di Chaosphere e primi Brutal Truth (quelli di Extreme Conditions Demand Extreme Responses,tanto per intenderci). Screaming cibernetici esaltano le alienanti partiture, mentre programmazioni prelevate direttamente da luoghi non colonizzati, spandono il proprio sapere lungo il muro di chitarre.
Un intro degna dei migliori Funker Vogt e dei Velvet Acid Christ del guru Bryan Erickson apre le porte a “Chronium Skin”, che non discosta il tiro dal precedente pezzo.
Operai che riesumano fabbriche ormai in disuso, un trattato
vocale degno dei migliori (peggiori…) Axis of Perdition e Aborym. “Enucleation Of Tumor Cell” riesamina il concetto di nichilismo inumano e disperato. I Ministry di Psalm 69 compaiono fra le dissacranti note, portando l’industrial sempre più vicino al grind. Intermezzi di tastiere arrugginite rendono il pezzo ancora più distaccato dal mondo reale. Ancora dolori simili all’EBM più marcio, introducono una remissiva “Ingrained In Black”. Un esecuzione capitale del 22 secolo in piena regola. Un tagliente atto d’accusa. Cosi come “Reset”, che permette ai nostri di chiudere 18 minuti di acida e sulfurea pioggia.
Bisognerebbe insistere con l’esperimento della clonazione.
Ne servirebbero di gruppi così, almeno in Italia. Il futuro è dalla loro parte. Io non ho dubbi.

Voto: 92/100 Autore:Dario Celoni "Killing M.A.T.E.R.I.A."


http://www.metalwave.it/

Che classe!!! Questi due ragazzi di Rieti che rispondono al nome di Iberna, hanno sfornato un disco che farebbe invidia a molti grandi nomi del settore. Non basta un aggettivo, a definire la musica che il duetto in questione ci propone, il sound di “Inoculated Snake Controller” esprime un concentrato di disperazione, rassegnazione e allo stesso tempo rabbia e lo fa usando un sound potente e violentissimo, oltre che di una freddezza glaciale, per capirci qua ci muoviamo sullo stesso terreno intrapreso anni fa da gruppi come Fear Factory e Strapping Young Lad. Insomma gli Iberna tentano con enorme successo di unire al metal più estremo alcuni elementi di musica elettronica e di rock industriale, ma che non vi venga di pensare che i due siano dei semplici emuli delle band sopra citate, tutt’altro, il gruppo riesce a essere attualissimo senza mai sfociare nella pura imitazione di modelli ormai sicuri e neanche vuole sembrare pesante a tutti i costi, come ormai succede di continuo nella maggior parte dei progetti black metal. In questo, disco chi lo vorrà ascoltare, troverà tutto quello che si richiede al metal del terzo millennio, apertura, miscela di vecchio e nuovo, innovazione e l’immancabile dote di pesantezza e cattiveria. La band, ha inciso 5 canzoni di una qualità unica e poco importa se si fa largo uso di sinth e tastiere, anzi questo non fa che dare al sound un enorme concentrato di terrorizzante glacialità. Anche la drum machine, viene usata in modo perfetto, e non fa che esaltare la violenza della musica che i Laziali ci propongono. Ancora, non si dimentichino, gli ottimi growl, mai scontati, mai banali, mai superflui, della mente del gruppo Mauro Spadoni, coadiuvato in modo piu’ che egregio da Giacomo Chiaretti al basso. Insomma, un disco che fa correre la mente verso le immagini virtuali (ma mica tanto) di un mondo in declino, verso la lenta decadenza che la nostra generazione sta vivendo, basti pensare che anche i testi parlano principalmente dei nuovi progressi/pericoli tipici del nuovo millennio, come, mutazione genetica e clonazione. E ora alzatevi e fate un applauso a questi ragazzi.

Voto: 89/100 Autore:Painkiller


http://www.metalitalia.com


Gli Iberna sono un duo di Rieti che è giunto con questo "Inoculated Snake Controller" al secondo demo CD della carriera. Il successore di "Iberna" - prodotto che purtroppo chi scrive non ha avuto modo di ascoltare - presenta sonorità che potrebbero essere etichettate 'cyber thrash metal', visti i frequenti richiami a formazioni quali Fear Factory e soprattutto Strapping Young Lad. La band in tutti i brani fa infatti largo uso di moderni synth, a livello di riffing punta tutto o quasi su stilemi thrash-death e si avvale infine di una drum machine per conferire al tutto un'impronta ancora più gelida e meccanica. La qualità media delle composizioni è sicuramente discreta, tutti gli elementi sono stati mixati con un certo gusto e anche le growling e screaming vocals del leader Mauro Spadoni finiscono per lasciare una buona impressione. Piacciono soprattutto l'iniziale "Cyber Critical Limit" e "Enucleation Of Tumour Cell" mentre si rimane un tantino perplessi all'ascolto dello stacco centrale di "Ingrained In Black" e delle melodie della conclusiva "Reset", entrambi davvero pacchiani e più adatti ad un gruppo pseudo epic come gli inglesi Bal Sagoth che ad una band che ha come obiettivo quello di proporre sonorità fredde e futuriste. Nel complesso però, come dicevamo, non si ha a che fare con un brutto demo. Gli Iberna per certi versi sono ancora acerbi ma sembrano sulla buona strada...

Voto:6,5/10 Autore:Luca Pessina


http://www.metalholocaust.com

Tanti, tantissimi complimenti a Mauro Spadoni che - aiutato da Giacomo Chiaretti - in questo suo secondo lavoro sotto il monicker Iberna sfodera una prova di grande maturità in cui elettronica, industrial e metal estremo si fondono in un gelido vortice di terrore. Riesce difficile indicare qualche riferimento chiaro per la musica degli Iberna, il che è già un grande merito, vista l'attuale scena italiana e internazionale ingolfata da band completamente derivative: a tratti appaiono gli indimenticabili Cynic, i Ministry, i Meshuggah (“Enucleation Of Tumor Cell”), il black metal (“Reset”) e leggeri sprazzi di EBM, tutto perfettamente amalgamato in cinque tracce mai prolisse e sempre ben focalizzate, tra vocalizzi filtrati, sussurrati e sibilanti, una drum machine che non lascia scampo e sinth allucinati e freddi come un vento polare che taglia il viso.
Non c’è davvero un solo calo di tensione in questa piccola perla tutta italiana, in cui persino l’aspetto concettuale è ben curato e strettamente legato all’aspetto musicale, basato sulla cibernizzazione dell’umanità; non restate con le mani in mano dopo avere letto questa recensione perché “Inoculated Snake Controller” non è un semplice Demo ma un dischetto interessante che potrebbe tornare spesso nel vostro lettore.
E un grosso in bocca al lupo a Iberna.

Voto:N.P. Autore:Luca Marini


Molto interessante la proposta musicale dell'originalissima band laziale. Al secondo lavoro il progetto Iberna è forte di un Demo che finalmente porta un pò di innovazione nella scena dell'underground del Bel Paese. Non passano assolutamente inosservate le elaborazioni elettroniche proposte dal duo di Rieti che, soprattutto nella opener track, Cyber Critical Limit, ricordano vagamente i Kovenant dei tempi di Animatronic con dei riferimenti alla "psicolesione" dei primi Strapping Young Lad. Il bello di questo Demo è anche il sound molto compatto e violento, la produzione è accettabile; l'unica cosa che non riesco proprio a mandar giù è il suono della "drum-machine" della quale si è fatto un pò troppo abuso (avrei rivisto magari i suoni dei tom). Comunque sia, una band decisamente originale e un demo non difficile all'ascolto per gli amanti del cyber-death metal.
"SALVATION IS NOT POSSIBLE"


www.metal-impact.com

Projet lancé en 2002 par un self-made man désireux de jumeler Metal extrême
et sonorités électroniques typiquement étrangères à notre chère sphère
musicale, Mauro Spadoni, la tête pensante du groupe (ce démiurge s'occupe à
la fois des voix, des guitares, des synthés ou encore du programming) sort
sa première démographie éponyme dès 2003 et nous revient en force en ce
début d'année avec leur deuxième opus, qui, le moins que l'on puisse dire, s'avère
être plus qu'encourageant.
Afin de justifier et d'étayer mon propos, nous avons affaire à une qualité
de compositions, d'arrangements et de structure de morceaux mâtures et
réfléchies pour un projet émanant d'une Démo. Entièrement auto-produit, l'entité
bicéphale (M.Spadoni et son acolyte G.Chiaretti à la 4 cordes) offre un
Black Metal de caractère surfant sur les ambiances lunaires et
électroniques, d'où une concoction certes déjà usitée dans le passé par des
formations repoussant toujours plus loin les expérimentations (Arcturus ou
Limbonic Art par exemple).
Le chant puissant et accrocheur confère aux compositions un cachet de poids
alors que les thèmes abordés sur ces 5 morceaux traitent de sujets
scientifiques tels que les mutations génétiques, le clonage, l'hibernation ;
des pensées aux antipodes des préceptes du Black Metal classique.
En outre, mention spéciale à la production plus qu'honorable, avec de bonnes
idées de riffs tantôt gras tantôt aigus et constructifs tout au long des 5
titres ainsi que des lignes de basse bien audibles. Les morceaux flirtent
avec le pur Black Metal symphonique et ses nappes de synthé éthérées
incorporant des touches de musique électronique. bref, un petit côté «
progressif » qui n'est pas pour déplaire!
En revanche, la petite déception se situe au niveau de la programmation des
plans de batterie, les tempos sonnant trop mécaniques. En dépit du fait qu'ils
s'intègrent à l'atmosphère et apportent une froideur aux cinq pistes, le
martèlement incessant est trop mixé en avant, ce qui au final nuit plus à l'efficacité
des morceaux qu'il ne les sert.
On ne peut donc que leur souhaiter de les voir enregistrer un album avec un
vrai batteur cette fois-ci ! Et peut-être réenregistrerons-t-il leurs Démos
?
Epilogue: un combo transalpin, qui, ne s'éloignant pas radicalement d'un
Black Metal symphonique commun est capable d'intégrer dans son univers des
sonorités parallèles qui au final, s'avère plutôt réussi.
Forza ragazzi !

Autore:Loki